I passi da fare per avviare un'attività e-commerce

I passi da fare per avviare un'attività e-commerce

Aprire un negozio e-commerce può essere un compito arduo, ma ugualmente molto interessante e gratificante nel medio/lungo periodo. Ci sono immense prospettive che attendono le imprese. Ma da dove partire?

Cosa significa e-commerce?

Il termine "e-commerce" deriva dalle parole Electronic Commerce, ossia Commercio Elettronico.

L'e-commerce viene svolto sul Web, almeno per una parte del suo "ciclo di vita", anche se è possibile integrare o utilizzare anche altre tecnologie, come l'e-mail. Sotto questo nome vengono racchiuse tutte quelle operazioni relative ad una o più attività commerciali e le transazioni effettuate per via elettronica. In genere il sito web contiene un catalogo di prodotti e/o servizi che sono selezionati da un utente, inseriti in un carrello e acquistati a distanza, anche se alcuni e-commerce prevedono il ritiro presso una sede fisica o altre modalità di erogazione.

Rientrano tra gli e-commerce

  • i siti diretti a semplici clienti privati (B2C)
  • i marketplace (grandi siti web generalisti come eBay o Amazon, o settoriali come Etsy per l'artigianato)
  • siti web B2B, che non si rivolgono a clienti privati ma ad altre aziende

La prima divisione che troviamo è quella tra B2C e B2B: nel primo caso abbiamo un'azienda che vende direttamente ai clienti; nel secondo abbiamo un'azienda che vende ad altre aziende.

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Avviare un e-commerce

Esistono dei casi in cui per avviare un'attività e-commerce non c'è bisogno di autorizzazioni particolari: questi casi sono regolati dalla direttiva 2000/31/CE (trovate il testo a questo link). Per chi si trova alle prime armi e svolge questa attività in modo saltuario, è possibile usufruire della modalità che disciplina le prestazioni occasionali fino ad un massimo di 5.000 Euro annui di ricavi.

Attenzione però: per il Fisco l'occasionalità viene a cadere ogni qualvolta vi sia un numero rilevante di transazioni che evidenzino una certa abitualità, o nel caso in cui acquistiate della merce con il chiaro intento di rivenderla a terzi.

Nel caso della vendita occasionale basta:
  • rilasciare la ricevuta con l'indicazione di "prestazione occasionale ai sensi dell’articolo 67 lettera i) del DPR 917 del 1986"

Questa nota sarà soggetta alla ritenuta d’acconto del 20% (da inserire nella dichiarazione dei redditi) e, nel caso di compensi superiori a 77,47 Euro, a imposta di bollo. 

Oltre i 5.000 Euro è invece obbligatorio aprire una Partita IVA e iscriversi alla Gestione Separata INPS.

Creare una società

Per tutti quelli che decidono di avviare un’attività in piena regola, questi sono i passi da seguire: 

  • costituire una società con un atto notarile
  • iscriverla alla Camera di Commercio 
  • presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune
  • comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati del sito web (indirizzo, dati del provider, email, telefono e fax)

Nel caso in cui decidiate di vendere i vostri prodotti/servizi anche all'estero all'interno della UE, dovrete iscrivere la società nella banca dati VIES (Vat Information Exchange System).

I costi: dalle poche centinaia di Euro per Camera di Commercio, Partita IVA e SCIA, fino a 1000 Euro e più per il notaio.

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e-commerce: cosa non deve mai mancare nel sito

Molto spesso capita di vedere siti web in cui sono mancanti o parziali alcuni dati che in realtà dovrebbero essere presenti e visibili per legge. Questo non solo è indice di scarsa trasparenza ma costituisce a mio avviso anche un campanello d'allarme per chi compra. Se il sito non è in regola, difficilmente un utente rischierà di acquistare su quella piattaforma.

I dati che non devono mai mancare nel sito sono:

  • Nome e/o Ragione sociale 
  • Indirizzo della sede legale e/o operativa
  • telefono ed e-mail (meglio ancora se presente un indirizzo di PEC)
  • REA o numero d'iscrizione al registro delle imprese
  • Partita IVA
  • cookie e privacy policy
  • Indicazione sul titolare del trattamento dei dati
  • Indicazioni chiare ed esaustive su metodi di pagamento accettati, spedizioni e politica dei resi
Le sanzioni per la mancanza di questi dati possono essere anche molto salate: in genere possono superare anche i 2.000 Euro!
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