Come riconoscere le bufale sul web

Come riconoscere le bufale sul web

Ora, come si possa credere di ricevere in premio un'automobile da oltre 12.000 Euro semplicemente mettendo "mi piace" ad un post di Facebook, resta veramente un mistero.

Dopotutto i social media sono pieni di imbroglioni, troll e disinformatori di professione, e Facebook, con i suoi numeri ed il suo carattere generalista, è un terreno particolarmente fertile per la viralità delle bufale.

Scorrendo la timeline c'è la concreta possibilità di cadere in depressione, preda del più totale sconforto nel genere umano: Facebook sta diventando a pagamento; Facebook sta chiudendo; abbiamo bisogno di scrivere uno status suggerito da un fantomatico "avvocato" per proteggere i nostri dati; si può vincere un'automobile condividendo un post e così via.

Ora, esiste un metodo per proteggersi da queste ed altre bufale (le più odiose e cariche di conseguenze sono quelle sui migranti e tutte quelle che hanno uno scopo politico). Basta seguire 4 semplici criteri ogni volta che ci si trova davanti ad una notizia: se lavoriamo tutti insieme per individuare e inibire questi orrori, possiamo rendere internet un posto più piacevole dove stare, per noi e per i posteri.

Riconoscere le bufale sul web e su Facebook

1. Criterio dell'autorevolezza

A meno di aver assistito in prima persona ad un evento, non si può mai essere assolutamente sicuri di quel che è successo. Da bambini tutti noi abbiamo giocato al "telefono senza fili", in cui ognuno dei partecipanti sussurrava all'orecchio del vicino una frase, e così via uno dopo l'altro. Ecco, proprio come nel gioco, spesso l'informazione originaria viene deformata e assume un significato completamente diverso. Per questa ragione, è sempre bene mantenere un sano senso di scetticismo quando si leggono alcune storie.

Ormai, siamo stati su Facebook abbastanza a lungo da sapere come si comportano i nostri amici. Molti di questi condividono contenuti su base giornaliera e alcuni di loro sono, per dirla con delicatezza, più propensi a condividere notizie di pura disinformazione in modo quasi naturale. Non è quindi sufficiente controllare chi ti ha dato l'informazione, anche se tuo amico: cerca di risalire alla fonte originale

Nel caso della Volkswagen, ti saresti accorto che la pagina da cui proveniva l'informazione non era una pagina verificata nè ufficiale: criterio sufficiente per metterti in guardia sulla veridicità della notizia.

2. Criterio della risonanza

Ossia, la cara e mai superata verifica incrociata delle informazioni

Il pulsante "condividi" può essere un'arma di distruzione di massa: non premerlo se non sei sicuro! Inizia con una ricerca su Google. La notizia è stata riportata da altri rispettabili e verificati organi di informazione? A volte basta solo un po' di pensiero critico.

bufale sul web

Prendiamo ad esempio la bufala del falso avviso di privacy sulla protezione dei dati su Facebook. Questa bufala ha avuto successo per due ragioni. In primo luogo, va a toccare un argomento su cui molte persone sono particolarmente sensibili; in secondo luogo, la diffusione dello spam perché, beh, non siamo tutti esperti avvocati. Per evitare di cadere per questo tipo di bufala, in futuro, controlla uno dei tanti siti di notizie che si occupano di social media. Se la notizia è vera, sicuramente uno dei tanti esperti del settore se ne sarà già occupato.

3. Criterio della plausibilità

Ora, con tutto il bene che ti si può volere, come puoi credere che un'azienda possa regalare a te e ad altri illustri sconosciuti una vettura da 12.000 € semplicemente condividendo un post? In questo caso non ci sono tecniche di sorta, consigli e strategie da attuare, ma semplicemente utilizzare il buon senso e la ragione di cui tutti siamo dotati.

Esistono, certo, dei contest in cui poter vincere dei premi, dei coupon o altre cose, ma sono quasi sempre oggetto di una precisa campagna creata direttamente dal brand e dai suoi canali ufficiali. Ricorderai sicuramente la bufala delle carte regalo del valore di 500 € messe in palio da una pagina fake di Zara. Bene, se dovesse ripresentarsi mantieniti scettico, verifica le fonti, controlla l'autorevolezza del canale e agisci di conseguenza. 

4. Criterio della coerenza del messaggio

Un'altra cosa che dovrebbe metterti in allarme appena leggi una notizia come quella della Volkswagen è l'italiano zoppicante con cui è stata scritta. Rileggiamola:

bufale su facebook

 

"Dunque offriremo per i nostri fan gratuitamente" e "Non ti perdere questa occasione" sono frasi che un copywriter ufficiale della Volkswagen non scriverebbe mai, pena il licenziamento immediato e il ritiro di qualsiasi titolo di studio. Molte di queste bufale infatti sono scritte in maniera approssimativa, spesso tradotte con un traduttore automatico o sgrammaticate: tutte cose che non troverai mai nelle notizie ufficiali. È evidente che la notizia è stata scritta da qualcuno che con l'azienda Volkswagen non ha nulla a che fare.

Infine, ti saresti dovuto mettere in allarme quando hai letto il nome in firma al post: Ermes Maiolica. Bastava cercare questo nome su Google per scoprire che si tratta di un personaggio già noto sul web per la sua abilità nel creare bufale e per la sua missione nel voler smascherare le anomalie dell'informazione sul web.

Elenco di siti utili per scoprire le bufale del web e su Facebook

Tieni sempre presenti questi siti che si occupano di scoprire e smascherare le bufale:

Conosci altri siti e metodi per scovare le bufale sul web? Segnalalo nei commenti!

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