4 nemici da battere per scrivere un buon testo

4 nemici da battere per scrivere un buon testo

Ce l'hai fatta. Hai scritto il testo della tua pagina web. Ti concedi qualche minuto di pausa: apri YouTube e guardi un paio di video sui gatti, monitori la tua ex su Facebook, insomma...fai qualsiasi cosa che ti rilassi un po'.

Ma poi torni al tuo lavoro, rileggi quello che hai scritto e ti accorgi che è scadente. Se fino a 5 minuti fa eri entusiasta, convinto di poter ambire al Premio Pulitzer, adesso sei certo che un bambino di 8 anni avrebbe potuto fare meglio (non offenderti: mentre scrivo, il mio cane è qui accanto, e mi sta facendo capire la stessa cosa).

Nonostante la laurea in Lettere e il tesserino da giornalista pubblicista, ci sono ancora giorni in cui non riesco a trovare le parole giuste per i miei testi e partorisco dei contenuti semplicemente osceni. Quindi cos'è che impedisce, a persone seppur abili e capaci, la scrittura di un buon testo? Qui sotto ho definito i miei "4 nemici" da battere per produrre dei contenuti di qualità.

Il perfezionismo

Il perfezionismo è l'ostacolo più difficile da superare. È quello che ti fa passare ore intere su una singola parola o frase (e a me è capitato molte volte, fidati) fino a farti desistere. L'eccessiva meticolosità ti fa cadere nell'esatto opposto: dal testo perfetto al testo inesistente.

Andare in "overthink" (ossia pensare troppo, pensare confusamente, rimuginare) significa:

  • Cercare di includere tutto lo scibile umano, tranne ciò che è realmente pertinente
  • Rendere le cose più complicate di quello che sono in realtà
  • Nascondere sotto una montagna di parole inutili il nucleo centrale della tua storia

Tutte cose che possono uccidere la scrittura.

Diciamolo subito: puntare alla perfezione assoluta è uno spreco di energia. È più utile e produttivo mantenere degli standard elevati e fare del proprio meglio (queste si, vere qualità di un buon copywriter). Ti conviene modificare il modo di vedere un problema, piuttosto che cercare di modificare te stesso.

Nella mia esperienza, le persone in genere si bloccano per un motivo: non sanno quello che vogliono dire. Si siedono davanti al proprio computer con una vaga idea di quello che stanno per scrivere, e dopo qualche ora li trovi ancora lì, a fissare uno schermo vuoto.

Io faccio tacere il mio critico interiore (o almeno abbasso un po' il volume) attraverso mantra e rituali (come, ad esempio, scrivere la mattina, quando sono al top). E uso il mio "perfezionismo" per pianificare nel dettaglio quello che sto per scrivere, paragrafo dopo paragrafo. Scomponendo il mio testo in blocchi, riesco a gestirlo meglio e a strutturare il mio contenuto, facendo in modo che ogni sezione sia collegata in senso logico a quella precedente. Ecco come il perfezionismo può venirci in aiuto: nell'ordine e nella logica. La cosa ti sorprenderà, ma sono proprio queste ultime che favoriscono il flusso creativo.

Quando mi siedo a scrivere, tutto ciò di cui mi preoccupo sono le parole e il ritmo. Scrivo senza fermarmi, anche se questo mi porta a scrivere frasi sbagliate e parole orribili: tornerò a correggere le cose più tardi.

Attenzione, non sto dicendo che questa strategia funzionerà anche per te, nè che vada eseguita alla lettera (io stesso, alcune volte, non seguo i miei consigli). Ma ti sfido a trovare un'alternativa su come puoi usare il perfezionismo per superare il "blocco dello scrittore". 

La paura

Il perfezionismo ha un complice, e si chiama paura.

La paura di non essere abbastanza bravo.

La paura di sbagliare.

La paura di ciò che penserà la gente.

La paura di un rifiuto o di una critica. E un milione di altre paure che non voglio menzionare.

La paura di non essere abbastanza bravo è quella che mi fa trascorrere ore sul web alla ricerca di idee per gli articoli del blog o di ispirazione per titoli "acchiappa link". È anche quella che mi ha fatto spendere il doppio del tempo necessario per scrivere questo post.

Naturalmente, non tutto quello che riguarda la paura è negativo.

La mia paura di creare contenuti scadenti è così forte da spingermi a rendere ogni post migliore del precedente. E questa è una buona cosa. 

Ma la mia paura di non essere abbastanza bravo, a volte, mi trattiene: dal prendere rischi o dal lasciare che la mia natura si esprima attraverso i miei testi.

La paura di produrre qualcosa o di condividerla con gli altri mi mette a disagio, ma è proprio in queste situazioni che posso crescere, sia come persona che come scrittore.

L'ego

Scrivere buoni testi significa offrire contenuti di valore al proprio pubblico.

Spesso si tratta solamente di rendere accessibili delle idee complesse. Altre volte si tratta di produrre nuove idee. Qualche volta, invece, si tratta di puro intrattenimento.

Ma non riguardano mai te. O almeno, non dovrebbero.

Dovremmo pensare di meno al semplice esercizio di stile e focalizzarci di più sulla creazione di "piccoli miracoli" per i nostri lettori. Ma il nostro ego - o come ci vediamo in relazione al mondo - può avere una grande influenza sulla nostra capacità di scrittura.

Avere una grande considerazione di se stessi può manifestarsi nell'adozione di un linguaggio iperbolico e in descrizioni eccessive: tutte cose che lasciano i propri lettori delusi e infastiditi, rendendoli refrattari al feedback.

Fortunatamente, non ho ancora conosciuto nessuno che reputi la propria scrittura perfetta. Anche se le critiche sono difficili da digerire, sono assolutamente necessarie per la crescita. Pensare di essere perfetti e non aver più nulla da imparare può arrestare la tua crescita, non solo come scrittore.

Ricorda poi che l'ego può essere tuo amico. Se sei motivato solo dal perseguimento della fama e dal riconoscimento sociale, significa che non hai un vero messaggio da comunicare. Questo stato d'animo sarà percepito dai lettori perchè si rifletterà nei tuoi contenuti.

Perciò, quando ti accorgi che le parole del tuo testo non riflettono la tua voce reale, corri ai ripari: prenderne atto può essere sufficiente a farti tornare in pista.

La noia

Lo so, ognuno di noi ha i suoi gusti. Tutti preferiamo scrivere su determinati argomenti piuttosto che su altri. Ma ci sono giorni in cui non si ha scelta, e si è quasi costretti (per motivi professionali, la maggior parte delle volte) a scrivere su qualcosa che proprio ci annoia. Io penso che qualsiasi tematica può essere resa interessante attraverso la scrittura. È una questione di prospettiva.

Pensa che non stai scrivendo un articolo, ma stai disegnando con le parole.

Non stai scrivendo un'email di vendita o una newsletter, stai comunicando con una persona, la stai aiutando.

Non stai scrivendo un semplice post per il blog, ma stai creando un "piccolo miracolo", una risorsa che farà felice chi la leggerà.

E così via. Piccoli cambiamenti di prospettiva possono rendere il processo di scrittura più creativo e soddisfacente.

Perchè è così che dovrebbe essere!

 

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