4 differenze tra marketing digitale e media tradizionali

4 differenze tra marketing digitale e media tradizionali
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L'atteggiamento più comune è quello di pensare il marketing digitale come un ulteriore canale in cui veicolare i propri messaggi pubblicitari: a radio, tv e stampa si sarebbe aggiunto ora un ulteriore modo di pubblicizzare prodotti e servizi. No, non è così.

Il marketing digitale (da non associare esclusivamente ai social media) è molto di più. Si compone di una serie di tecniche di comunicazione come il blogging, il mobile, le e-mail, i social networks, l'analisi dei risultati attraverso piattaforme dedicate, i CRM e così via.

Il digitale è un modo completamente diverso di guardare il mondo e di interagire con il proprio pubblico.

Differenze tra il Marketing Digitale e i Media tradizionali

Qui trovi una tabella riassuntiva e semplificata delle principali differenze tra media tradizionali e network digitale.

MEDIA TRADIZIONALI

DIGITAL NETWORKING

Conversazione monodirezionale Conversazione bidirezionale (dialogo)
Sistema chiuso Sistema aperto
Opaco Trasparente
Marketing orientato alla massa Marketing one-to-one
Autoreferenziale Parlo di/con te
Contenuti professionali Contenuti generati da brand e utenti
Programmato/prodotto in anticipo Creazione in tempo reale
Comunicazione controllata Comunicazione non strutturata
Linguaggio formale Linguaggio informale
Scarso coinvolgimento Coinvolgimento attivo e continuo
Analisi superficiali Analisi dettagliate
A pagamento A pagamento, guadagnato, posseduto

Non pubblicità, ma intrattenimento

Innanzitutto, i media tradizionali e i media digitali differiscono in un punto fondamentale: mentre i primi sono principalmente canali pubblicitari, il secondi non lo sono (almeno non esclusivamente), ma rappresentano invece uno strumento per creare consapevolezza e sviluppare atteggiamenti sul brand, piuttosto che promuovere l'acquisto di un prodotto o servizio.

Gli annunci veicolati attraverso i media tradizionali interrompono le persone mentre usufruiscono di contenuti: si pensi allo spot, la classica interruzione pubblicitaria. Con il marketing digitale, invece, puoi utilizzare i tuoi contenuti e quelli condivisi da altri sfruttando l'advertainment (sintesi di Advertising e Entertainment) ossia una tecnica che incorpora i messaggi aziendali all'interno dell'intrattenimento.

Sfruttare il digitale come un ulteriore canale pubblicitario, con le stesse dinamiche degli altri, è un errore che non solo non genera risultati, ma ottiene l'effetto opposto allontanando gli utenti. Pensaci, quando deciderai di interrompere l'esperienza di navigazione di un utente con il tuo annuncio. Le persone sono sui social per guardare video divertenti sui gatti, dialogare con amici e familiari, leggere le ultime notizie sulla squadra del cuore e così via. I tuoi annunci ne compromettono l'esperienza, costano soldi in forma di traffico dati e rallentano le pagine delle piattaforme social e dei siti web.

Uno dei maggiori successi dei media tradizionali è il modo in cui sono riusciti ad incorporare i messaggi pubblicitari all'interno di contenuti televisivi, radiofonici o giornalistici, mentre i consumatori usufruivano di quei contenuti, senza interromperne l'esperienza.

I tuoi annunci digitali invece di migliorare la nostra vita la stanno peggiorando.

Raccomandazioni dagli utenti

Il passaparola è sempre una leva potente nel determinare il comportamento d'acquisto. Prima tutto ciò avveniva in modo silenzioso: ora il marketing digitale funge da megafono. Celebrità e influencers hanno un forte impatto sui consumatori, ma i nostri amici e conoscenti sono ancora quelli di cui ci fidiamo di più. Infatti, il loro impatto va oltre le semplici raccomandazioni. Anche le condivisioni di immagini sui social offrono occasioni di piccoli ma preziosi "endorsement" per i brand.

peer recomendation

Le raccomandazioni degli utenti amplificano gli sforzi di marketing dell'azienda che non solo risparmia denaro, ma sfrutta un canale potente in quanto queste ultime sono considerate spontanee, e quindi oggettive

Il digitale è guidato dai dati

Con i media tradizionali è molto difficile calcolare il ritorno sull'investimento (ROI).

Certo, con il marketing diretto hai la possibilità di analizzare alcuni dati, ma con la TV e la stampa navighi per lo più al buio. Al contrario, il marketing digitale non utilizza solo metriche per valutare il ROI, ma le usa per migliorare il ROI .

Quindi non solo puoi predire i tuoi rendimenti, ma hai anche le informazioni necessarie per stabilire le tue priorità in un piano di marketing, per migliorare il ritorno sull'investimento. Ad esempio, puoi utilizzare Google Analytics o uno strumento simile per determinare la percentuale di traffico proveniente da varie reti social per determinare dove investire il tuo denaro.

Puoi anche determinare la percentuale di conversione di ogni campagna di marketing. Oppure, puoi utilizzare le informazioni sulle conversioni per determinare quali canali convertono meglio.

La vastità e la precisione dei dati disponibili nel marketing digitale consente agli analisti esperti di ottimizzare tutte le attività, dai contenuti ai canali alle offerte e così via.

Il marketing digitale non è solo diverso, è meglio

Molte aziende investono ancora gran parte del proprio budget nel marketing tradizionale, nonostante costi di più e renda di meno.

Guarda i dati di seguito indicati da Price Waterhouse Cooper che proietta la spesa pubblicitaria nel 2020 rispetto al 2016. Sommando tutti gli investimenti nel marketing tradizionale rispetto al digitale, vediamo che i primi sono ancora maggioritari rispetto ai secondi.

US Ad Media Market Sizes 2016 v 2020

Perché lo fanno? Principalmente perché è ciò che hanno sempre fatto e questo è tutto ciò che sanno fare.

Se si guarda alla capacità di attrazione dei supporti tradizionali, si scopre che catturano sempre meno persone ogni anno. Invece, i consumatori guardano sempre di più la TV via Netflix o con un altro servizio in cui non sono soggetti a pubblicità, oppure registrano programmi per visualizzarli successivamente, quando possono semplicemente bypassare i messaggi pubblicitari.

La stessa cosa sta accadendo con la radio: la maggior parte di noi è già passata alla sottoscrizione di programmi specifici o collega la playlist del proprio telefono all'autoradio. Quasi nessuno legge i giornali, almeno quelli stampati, e un'intera generazione è quasi totalmente esclusa dalle liste di coloro che li leggeranno mai.

Le imprese dovrebbero chiedersi "per quale motivo dovrei ancora investire nei media tradizionali?"
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